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martedì 17 maggio 2011

riflessioni

tutto pazzescamente predisposto. La società mira ad un ordine metodico, di facile comprensione a tutti, in modo che tutti si uniformino alle regole. Le regole danno sicurezza quindi una qualità di vita apparentemente migliore. Ma dov'è rimasta la casualità, l'avventura lo sconosciuto. Tutta questa banalizzazione rende il mondo scontanto.

mercoledì 13 aprile 2011

Un astronomo disse:
Maestro, parlaci del Tempo.

Lui rispose:
Vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e guardarlo fluire.

Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo
E sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto
Entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente che la sua forza d'amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere,
E non passa da pensiero d'amore a pensiero d'amore, né da atto d'amore ad atto d'amore?
E non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto?

Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l'attesa.

Kahlil Gibran.